Nella vita faccio altro, ma di musica mi sono sempre occupato.
Sono cresciuto negli anni d’oro della radio, e parte di quegli anni ho avuto la fortuna di passarli dietro al microfono. Ho scritto per un periodo su una piccola ma professionale rivista specializzata e in anni recenti ho curato la riedizione di un libro importante per una casa editrice che a un certo punto della mia vita avevo pensato di far nascere.

Finito il tempo delle radio e delle fanzine avevo salutato con entusiasmo l’avvento dei blog perché vedevo una certa continuità con lo spirito di quegli anni in cui si usciva di casa coi propri dischi per andare in radio a raccontarli ad altri. Non era proprio la stessa cosa: innanzitutto coi blog non era più necessario uscire più di casa – peccato, direbbe qualcuno; ma il bello era che con molti meno mezzi e con poco sforzo si poteva raggiungere molte più persone.
Così al principio ho cominciato a raccogliere online, per non perderle, cose già scritte in giro; poi saltuariamente ho continuato ad aggiungerne, in mezzo a tante altre cose di cui scrivevo. Come dicevo, infatti, la musica non è la mia attività principale; ma è una cosa maledettamente seria, perché come la poesia, la psicologia e altre attività umane più o meno “utili”, è una lente per comprendere il mondo – cioè per entrarci in relazione.

La cosa mi ha procurato via via più soddisfazioni. Le parole scritte generavano incontri da cui nascevano altre parole scritte. Così questo blog raccoglie l’eredità di Tarantula, il blog che ho curato per qualche anno e dal quale estraggo un piccolo archivio di cose che mi piacciono, e che qui saranno meglio conservate insieme a tutte quelle che verranno.
Il nome viene da quel blog, che a sua volta l’aveva preso da un libro importante e strano di Bob Dylan. E poi nel nome c’è la radio, che anche senza antenna e anche senza uscire di casa, resta un modello di come si condivide musica e pensieri sulla musica.