Non si sa più cosa inventarsi per onorare il rito delle classifiche di fine anno. Stavolta ho lanciato un appello ad alcuni amici del blog e a persone fidate di gusti musicali affini. A ciascuno ho chiesto di contribuire con la propria personale classifica dei dieci dischi del 2019: ciascuno ha risposto a modo proprio e ne è venuta fuori una lista di liste in cui sicuramente tutti troverete un sacco di indicazioni per i vostri ascolti.
Si comincia con le preferenze di Radio Tarantula e a seguire quelle di Luca Giudici, Claudio Giuffrida, Francesco Iaquinta, Maura Tomei.
Roberto Salvatore ha risposto con la cronaca di un evento live che secondo noi rappresenta bene questo momento, ma non vi diciamo di più. Ben presto la seconda parte col suo contributo imperdibile [aggiornamento: eccolo qui!].
A tutti questi amici va la mia gratitudine come, sono sicuro, andrà quella dei lettori.

I 10 di Radio Tarantula

In ordine alfabetico, non necessariamente di preferenza.
Lo so che l’album di Miriam Foresti e quello di Folco Orselli sono usciti alla fine del 2018, non fate i pignoli. Fosse per me, farei una legge che vieti di pubblicare album dopo settembre, per la salute dei compilatori di liste.

  • Bruce Cockburn: “Crowing Ignites”
  • Aronne Dell’Oro: “Oxyacantha”
  • Miriam Foresti: “Il giardino segreto”
  • Lucilla Galeazzi, Didier Laloy, Ialma, Carlo Rizzo, Marteen Decombel: “Alegria e Libertà”
  • Rhiannon Giddens, Francesco Turrisi: “there is no Other”
  • Van Morrison: “Three Chords & the Truth”
  • Folco Orselli: “Blues in MI”
  • Claudio Sanfilippo: “Boxe”
  • Bruce Springsteen: “Western Stars”
  • Molly Tuttle: “When You’re Ready”

E infine, menzione per Villandorme, l’ensemble guidato da Lino Straulino, che ha realizzato un album importante che non ho ancora ascoltato per intero ma sul quale bisogna tornare.

Luca Giudici

Ha pubblicato il libro su Bruce Springsteen “Abbagliati dalla luce” per l’Editrice Zona.
Cultore di fantascienza, sia letteraria che cinematografica, e in particolare delle sue espressioni più recenti, cyberpunk, new weird e distopiche.

“Ho escluso tutti i titoli che, pur se pubblicati nel 2019, non erano novità assolute, ma ristampe, live o antologie. Ho quindi dovuto eliminare David Byrne, Hendrix, gli Stones, Eric Dolphy, Charlie Mingus, Marvin Gaye, Dylan, Johnny Cash, John Renbourn, Dr. John, Miles Davis, Coltrane, tutti album eccelsi usciti quest’anno, per citarne solo una parte.
La seconda premessa è che non sono in grado di mettere i titoli in ordine, per cui ti do dieci album di novità datati 2019 che secondo me vanno ascoltati, con due righe di spiegazione.”

1. Nick Cave: “Ghosteen”
2. Van Morrison: “Three Chords and the Truth”
3. Bruce Springsteen: “Western Stars”

(Tre grandissimi che hanno dimostrato di saper produrre album eccellenti)

4. Beth Hart: “War in my Mind”
5. Tedeschi Trucks band: “Sign”
6. Sharon Van Etten: “Remind me tomorrow”
7. Glen Hansard: “The wild Willing”
8. The Lumineers: “III”
9. North Mississipi All Stars: “Up and Rolling”

(Una serie di conferme da artisti non debuttanti, che si confermano di ottima qualità)

10. Omara Portuondo: “Pedazos del Corazon”

(La grande vecchia del son cubano, che, superati gli ottanta, continua a pubblicare album uno più bello dell’altro.)

Infine, fuori classifica, ci tengo a segnalare due quindicenni, Billie Eilish e Jade Bird e i loro rispettivi album d’esordio omonimi, che credo meritino uno sguardo particolare, e l’ottimo album anch’esso omonimo (e anche lui quasi un esordio) di Michael Kiwanuka.

Claudio Giuffrida

Appassionato di chitarra acusitca e di folk inglese.
Per la prima volta sul blog del ragno, che sta cercando di convincerlo a recensire qualcuno di quei dischi incredibili che sa scovare.

In ordine di preferenza:

  1. Tony McManus e Julia Toaspern: “Live in Concert”
  2. Ceil Corbel: “Enfant du Vent”
  3. Goitse: “Ur”
  4. Colm Mac Com Iomaire: “The River Holds Its Breath”
  5. Spyro Gyra: “Vynil Tap”
  6. Sophie Zelmani: “Sunrise”
  7. Raggedy Edge: “Have Folk Will Rock”
  8. Layla McCalla: “The Capitalist Blues”
  9. Arturo Calonego: “Frontera”
  10. Andrea Mele: “AnDREAMele”

Francesco Iaquinta

Calabrese al nord, porta avanti le vecchie buone tradizioni sane come la cucina tradizionale e insane come il rock and roll. È cuoco, imprenditore, ascoltatore onnivoro, organizzatore di eventi musicali.

I seguenti dieci titoli sono elencati non in ordine di preferenza ma in base a quanto sono stati ascoltati. Insomma, a partire non necessariamente dal più bello, ma dal più consumato.

  • Bruce Springsteen: “Western Stars”
  • Glen Hansard: “This Wild Willing”
  • Robbie Robertson: “Sinematic”
  • Van Morrison: “Three Chords & the Truth”
  • AKA Trio: “Joy”
  • Ye Vagabonds: “The Hare’s Lament”
  • Michael Kiwanuka: “Kiwanuka”
  • Alessandro Sipolo: “Un altro equilibrio”
  • Dervish, David Gray: “The Great Irish Songbook”
  • Nicolò Fabi: “Tradizione e tradimento”

Appendice: un album nuovo ma fatto di brani storici

  • Rod Stewart with the Royal Philharmonic Orchestra: “You’re in my Heart”

Maura Tomei

Romana, aquilana, milanese, copywriter e content strategist freelance.
Banjoista, suona con The Folding Chairs, un progetto che mescola folk, irish e bluegrass con la musica contemporanea. 

Metà in ordine di preferenza, metà no:

  1. Our Native Daughters: “Songs of Our Native Daughters”
  2. Glen Hansard: “This Wild Willing”
  3. Josh Ritter: “Fever breaks”
  4. The Highwomen: “The Highwomen”
  5. The Avett Brothers: “Closer than together”

A seguire, a pari merito:

  • Nick Cave: “Ghosteen”
  • A.A. Bondy: “Enderness”
  • Rhiannon Giddens & Francesco Turrisi: “There is no Other”
  • Molly Tuttle: “When you’re ready”
  • Wilco: “Ode to Joy”