Edit 25/4/2019: a grande richiesta, ecco anche la playlist su Spotify!

La Resistenza, la Liberazione, la lotta contro il fascismo, hanno ispirato autori e musicisti in quantità e – come vedrete – a tutte le latitudini. Radio Tarantula non poteva esimersi dallo stilare una selezione di canzoni italiane e internazionali da cantare a squarciagola il 25 aprile, ma da non dimenticare gli altri giorni: per ricordarci che oggi gli eredi dei cattivi posano col mitra, ma anche noi – con le nostre chitarre – non siamo proprio disarmati.
Sono certo che troverete qualcosa che vi sorprenderà.
E spero che apprezzerete la scelta di aprire e chiudere la lista con due versioni della regina delle canzoni della Liberazione.
Solita raccomandazione: molti penseranno “manca quella…” o “doveva mettere quell’altra…”: i commenti servono proprio per quello. Integrate la lista come vi pare (e spero di non avere troppo da lavorare con la moderazione dei commenti, non so se mi spiego).
A tutti, buon 25 aprile!

1. Marc Ribot e Tom Waits: Bella Ciao

Bella Ciao è la canzone più famosa e più suggestiva della Resistenza partigiana contro il fascismo. Talmente bella da riscuotere un affetto che va ben oltre i confini italiani: questa sorprendente versione è del chitarrista Marc Ribot, con la voce di Tom Waits.

2. Max Manfredi: Futuro Bella Sposa. Canto della nuova Resistenza

Un grappolo di canzoni italiane ispirate alla Liberazione: apre questo straordinario Canto della nuova Resistenza di Max Manfredi.
“Chi è esploso in una stella, chi è morto in tarda età / chi vive di ricordi e chi ricordi non ne ha. / Noi eravamo in tanti a resistere lassù / resistere è normale quando non resisti più.”

3. Massimo Bubola: Eurialo e Niso

Scritta coi fratelli Severini dei Gang, Eurialo e Niso di Massimo Bubola ha conosciuto una quantità di versioni.
Dice Bubola: “Il testo di questa ballata l’ho scritto per una promessa fatta a mio padre, comandante a soli 22 anni della Brigata partigiana Adige di Giustizia e Libertà. Visto il suo amore per la cultura classica e per Virgilio in particolare, ho cercato di collegare idealmente questa storia di amore e di guerra, ambientata nel 1943, con l’episodio dell’Eneide…”.

4. Giorgio Cordini con Claudio Lolli: Cevo 3 luglio 1944

Scritta da Giorgio Cordini con Michele Gazich e Luisa Moleri e ispirata al racconto di Bernardo Gozzi, detto Marcellino: era il 1944, lui era un bambino e 2000 nazifascisti depredarono e incendiarono casa per casa il paese di Cevo, in Valsaviore.

5. Gang: Festa d’aprile

Scritta da Sergio Liberovici e Franco Antonicelli nel 1948, è stata cantata tante e tante volte in versioni sempre differenti. Nasce da una serie di stornelli trasmessi dall’emittente partigiana Radio Libertà che diffondeva clandestinamente i propri messaggi dalla provincia di Biella.
Questa è la versione dei Gang.

6. Francesco Guccini: Quel giorno d’aprile

Qui è Francesco Guccini che rievoca (dal suo ultimo disco) quel giorno di aprile. Il paese in festa, il saluto ai soldati di ritorno, osservati attraverso gli occhi di un bambino.

7. Woody Guthrie: Tear the Fascists Down

Nonviolento e pacifista, viaggia cantando l’America dei disoccupati e dei diseredati. Con l’avvento del nazismo, si convince che contro i fascismi (che lui, che vede il mondo come diviso in vincenti e perdenti, forti e deboli, legge come una forma di sfruttamento economico dei meno fortunati ad opera di una banda di gangster) bisogna passare alle vie di fatto: si arruola così in Marina. Scrive sulla chitarra il celebre slogan “This Machine Kills Fascists”.

8. Billy Bragg and Wilco: All You Fascists

Parzialmente riscritta (nella parte musicale) da Billy Bragg, anche questa viene dal repertorio di Woody Guthrie: “Fascisti, siete destinati alla sconfitta”.

9. The Almanac Singers: Round and Round Hitler’s Grave 

La storia di Woody Guthrie è anche la storia di un gruppo di agitatori politici che si chiamava Almanac Singers, di cui Guthrie fu membro insieme a Pete Seeger. Con loro cominciò la musica di protesta come la conosciamo oggi.
“Avrei voluto avere un bushel, avrei voluto avere un peck, avrei voluto avere il vecchio Hitler con una corda intorno al collo.”

10. Peggy Seeger: Song of Choice 

Sorella di Pete, Peggy Seeger scrisse questa Song of Choice all’indomani del colpo di stato fascista in Grecia.
“Allora chiudi gli occhi, chiudi le orecchie / Chiudi la bocca e prenditela con calma / Lascia che gli altri prendano il comando e prenditi la retroguardia / E più tardi puoi dire che non lo sapevi.”

11. Arlo Guthrie and Pete Seeger: Jarama Valley 

Questa è una storia dalla guerra di Spagna, che vide l’intervento di tanta gente accorsa per arruolarsi contro il fascismo dopo il colpo di stato militare (e che si concluse con l’affermazione del regime del caudillo Francisco Franco).
Questa canzone, nota in versioni differenti, celebra il Lincoln Battalion (in altre versioni il British Batalion o il Dimitrov Battalion).
Cantano e commentano Arlo Guthrie e Pete Seeger.

12. The Growling Tiger: Gold in Africa

Una canzone su Mussolini e sulla guerra colonialista d’Abissinia che viene niente di meno che da Trinidad e Tobago! Non è strano, se si considera quanto per molti caraibici l’Etiopia e Hailè Selassiè costituissero una speranza di libertà.
E dunque, un raro esempio di calypso antifascista, da Neville Marcano, noto come “The Growling Tiger of Calypso”: Gold in Africa. È il 1935 e The Tiger canta “The gold, the gold, The gold in Africa, Mussolini want from the Emperor.”

13. Lisa O’Neill: Violet Gibson

Secondo alcuni storici fu proprio il saluto romano, nel quale il duce contrasse il corpo e sollevò il mento, a salvarlo dal colpo di pistola di Violet Gibson. Era evidentemente il suo giorno fortunato: il secondo colpo si inceppò e Mussolini, che usciva dall’inaugurazione di un congresso di chirurgia, fu circondato e soccorso dai medici presenti. Lui se la cavò con un graffio sul naso e Violet, scampata al linciaggio, finì i suoi giorni in una clinica psichiatrica in Inghilterra, da dove era partita per compiere il suo gesto (del quale si è sempre rifiutata di spiegare le ragioni).
Era il 1926. La canzone di Lisa O’Neill racconta la storia dalla parte di Violet.
Se non avete pratica con l’inglese e volete saltare la spiegazione della cantante, la canzone parte al minuto 5:30.

14. Fabrizio De Andrè: Le storie di ieri

Questa versione è di De Andrè, la canzone è un gioiello di Francesco De Gregori. Attraverso gli occhi di un figlio, una riflessione sul passato e su come ritorna nel presente. La necessità di continuare a ricordare che “a giocare col nero perdi sempre”.
Qui un bel commento di Antonio Piccolo.

15. Lorenzo Niccolini: Bella Ciao

Si chiude il cerchio: cambiano i suoni, cambiano gli strumenti, ma c’è sempre una buona ragione per cantare e suonare Bella Ciao. Arrangiamento di Lorenzo Niccolini alla chitarra fingerpicking.

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