…non proprio una classifica di fine anno, nel senso che questi dieci dischi sono messi in fila in nessun ordine particolare se non per associazioni, come se fosse un programma alla radio: ma sono i dieci che mi sono sembrati più attraenti nell’annata 2018 (ce n’è anche di usciti nella coda del 2017, ma ascoltati nell’anno dopo: non siate rigidi).
Quest’anno scelgo una prospettiva particolare, che è quella che mi interessa molto in questo momento: dieci cd, se non di musica per chitarra acustica, certamente con una forte centralità di quello strumento.
Se ogni classifica di gradimento è in qualche misura insindacabile, questa dichiara senza tema il proprio pregiudizio favorevole a una chitarra distante dagli stili in voga dagli anni, diciamo, ’90. Zero martellatori di casse acustiche, zero atmosfere bucoliche e rilassanti, zero cover spettacolari: tolto tutto ciò, questo è un piccolo campionario di quel che si può fare con sei corde e due mani. E, qualche volta, una voce.

1. Beppe Gambetta: Short Stories

Uscito negli ultimi mesi del 2017, “Short Stories” si è fatto strada soprattutto nel 2018.
Beppe Gambetta è un talentuosissimo e storico chitarrista italiano. E infatti è apprezzato più all’estero: ha suonato coi maestri americani del flatpicking, sempre da pari a pari. Poi col suo stile e la sua sapienza si è applicato alla sua Genova e al repertorio di De Andrè.
Qui ve lo propongo in una melodia originale ispirata a un pezzo di storia italiana.

2. Nathan Salsburg: Third

Curatore dell’archivio di Alan Lomax oltre che chitarrista, Nathan Salsburg è uno degli esponenti recenti più interessanti dello strumento.
Grande lirismo e senso della melodia, ma distante dal manierismo e dalla smania di “carino” che spadroneggiano nella chitarra solista da un bel po’ di tempo.
Questa è la traccia che apre il nuovo album “Third”. La chitarra è una Bourgeois JOM, magnifica.

3. Argiria: Blues, ballate e canzoni vol. 1

Argiria Band è una creatura di Massimo Ceccarelli, chitarrista, contrabbassista, compositore e probabilmente molte altre cose ancora.
Molto attivo nella capitale (ma raccoglie premi e riconoscimenti un po’ ovunque), Ceccarelli calca i palcoscenici da decenni. Nel 2018 è uscito con questo progetto “cantautorale” in italiano, ma musicalmente mantiene quello che promette senza timori nel titolo.
Blues for Freud apre l’album.

4. Lorenzo Niccolini: Fatti vivo

Fingerpicker spumeggiante, Lorenzo Niccolini è un talento recente e certamente attendiamo conferme alle sorprese che ha riservato il suo album d’esordio (dopo qualche apparizione in antologie). Però intanto ce n’è abbastanza per stappare una bottiglia di quello buono alla salute della chitarra in Italia.
Toscano di origine, viene dalla scuderia dell’accademia Lizard di Fiesole.
Qui dal vivo.

5. David Crosby: Here if You Listen

Pensando alla chitarra al servizio di una canzone, uno dei maestri che hanno portato più in alto questo genere di arte è David Crosby. Il quale ci sorprende per una specie di seconda (terza forse, o anche più) giovinezza artistica: merito anche di una formazione che lo accompagna a dovere e gli dà nuove ispirazioni.
E nel 2018 è di nuovo qui: “Here, if you listen”, appunto. Qui lo vedete dal vivo con la sua Lighthouse Band rinverdire un vecchio classico che riconoscerete alle prime note.

6. Judee Sill: Songs of Rapture and Redemption. Rarities & Live

Una carriera troppo breve quella di Judee Sill, come la sua vita segnata da droghe e incontri disgraziati: non la salvò dalla rovina e nemmeno dalla prigione il sentimento religioso che pure pervadeva tutta la sua musica.
Le possibilità di una bella carriera artistica c’erano tutte: fu la prima artista sotto contratto alla Asylum, fu prodotta da Graham Nash.
Il 2018 ci ha portato una collezione di vecchie canzoni e perle nascoste, le une e le altre debitamente restaurate. Valeva la pena.

7. Lino Straulino: Ogni sera. Lino Straulino al cjante Leonardo Zanier

Qualcuno certamente ricorderà che nella sua intervista, Aronne Dell’Oro ci indicò un artista friulano che suonava la chitarra fingerpicking e cantava la tradizione della sua terra.
Nel 2018 Lino Straulino, l’artista in questione, ha dedicato un album al poeta Leo Zanier, scomparso l’anno prima.
È un cd affascinante, in cui il dialetto e la chitarra evocano sonorità che rimandano ad influenze nobili (ascoltatevi tutto l’album: solo io ci sento dentro un’eco persino di Caetano Veloso?).

8. Eric Bibb: Global Griot

Il griot, in certe culture africane, è il poeta cantore custode delle tradizioni orali ereditate dagli antenati.
Eric Bibb ha registrato questo cospicuo album (un doppio cd!) tra Europa, Africa e continente americano. Ha incontrato musicisti di diverse provenienze e ha creato questa collezione di canzoni politiche, blues della tradizione, storie appassionanti. Una operazione che ricorda certe contaminazioni ardite alla Ry Cooder.

9. Laurence Juber: Touchstones

Per dire che Laurence Juber ha una storia artistica impressionante, è sufficiente dire che è stato la chitarra dei Wings di Paul McCartney? Ed è solo un pezzo della storia.
Oggi è un chitarrista fingerpicking di classe superiore. Nel 2018 è uscito con un disco che ha come sottotitolo “L’evoluzione della chitarra fingerstyle” e, ironicamente, contiene un repertorio rinascimentale e barocco arrangiato che è una delizia.
Tutta la storia è ben raccontata qui.

10. Tommy Emmanuel: Accomplice One

Non so come dirvelo, ma non sono un estimatore di Tommy Emmanuel. Trovo il suo stile debordante, ingombrante, inutilmente narcisistico. Ascolto quelle cascate di note e mi domando “embé? A che pro?”. C’è da dire però che il chitarrista ha una tecnica impressionante, e tocca considerarlo anche controvoglia un nome guida dello strumento. Se poi pubblica un album con ospiti di lusso, finalmente trova degli argini (e non sempre) alla sua voglia di strafare. Il cd è godibile e c’è dentro un sacco di bella gente, spesso più interessante del titolare. Jerry Douglas, per esempio, è una vera autorità della chitarra resofonica. Il pezzo è un classico hendrixiano ed è suonato (che te lo dico a fa’?) molto accelerato.

https://i2.wp.com/www.radiotarantula.net/wp-content/uploads/2018/12/crosby.png?fit=726%2C442https://i2.wp.com/www.radiotarantula.net/wp-content/uploads/2018/12/crosby.png?resize=150%2C150massimo giulianiLe liste del RagnoArgiria,Beppe Gambetta,David Crosby,Eric Bibb,Judee Sill,Laurence Juber,Lino Straulino,Lorenzo Niccolini,Massimo Ceccarelli,Nathan Salsburg,Tommy Emmanuel...non proprio una classifica di fine anno, nel senso che questi dieci dischi sono messi in fila in nessun ordine particolare se non per associazioni, come se fosse un programma alla radio: ma sono i dieci che mi sono sembrati più attraenti nell'annata 2018 (ce n'è anche di usciti...Canzoni, chitarre e tutto quanto.